Psicoterapia


Il termine ‘psicoterapia’ viene dal greco psiche (anima, soffio vitale) e da therapeia (cura), per cui in termini letterali il suo significato è prendersi cura dell’anima.

La Psicoterapia Adleriana è una psicoterapia psicodinamica basata sugli assunti teorici della Psicologia Individuale Comparata di Alfred Adler, una teoria che abbraccia sostanzialmente tre aree applicative fondamentali: la psicologia clinica, la psicologia di comunità e la psicoterapia analitica, per il ricorso al concetto di “inconscio” che la pone di diritto fra le psicologie del profondo.

Le tecniche usate sono comuni e condivise con le altre Scuole Psicoanalitiche, però ne esistono delle altre specifiche della matrice adleriana: analisi dei primi ricordi infantili, ricostruzione della storia infantile finalizzata alla formazione dello stile di vita, analisi dello stile di vita, libere associazioni, analisi dei sogni, l’analisi del transfert e lo svelamento delle finzioni, cioè il modo in cui sono stati registrati gli eventi psicologici e biologici, in modo tale che l’individuo non sia riuscito a compensarne gli sviluppi in modo adeguato.

Ai primi ricordi Adler attribuisce molta importanza perché rappresentano quei processi emozionali che formano lo stile di vita della persona e la loro analisi permette di comprendere le mete del soggetto. Adler definisce il comportamento dell’individuo, come espressione di un progetto solo in parte cosciente, e teleologicamente orientato al perseguimento di una maggiore stabilità e sicurezza. Quando eventi esistenziali improvvisi o relazioni interpersonali negative modificano l’immagine si sé ed il valore dei propri obiettivi, la persona diviene insicura e disorientata.

La Psicoterapia Adleriana può essere definita come una professione artistica che coinvolge una diade: analista-paziente concepita come una coppia creativa. Le due persone ne sono coinvolte non solo razionalmente, ma soprattutto in tutte le loro faccettature emozionali, è per questo motivo che, quel terapeuta adleriano, nel rapporto con quello specifico paziente, crea un legame unico, che non sarà mai uguale a nessun altro perché troppe dinamiche inter-intrapsichiche ne entrano a far parte.
E’ fondamentale che il paziente capisca che fare terapia non significa semplicemente raccontare quello che succede, ma significa entrare nel proprio modo di essere ed entrare nel proprio mondo interno, attraverso i fatti che lui stesso porta.

Secondo la psicoterapia adleriana il comportamento umano e le sue manifestazioni, consce ed inconsce, sono determinate dallo Stile di vita, impronta unica ed originale, che caratterizza il modo di essere, i pensieri, le opinioni, le emozioni, i sentimenti di ogni singolo individuo, nel rapporto con se stesso ma soprattutto nel rapporto con l’altro diverso da sé.

Obiettivo del lavoro terapeutico è riportare i pazienti a sperimentare la fiducia in se stessi e nei propri simili, riducendo la distanza tra sé e il mondo ed affrontando i compiti e le responsabilità evitati. Ciò significa ri-portare il paziente a consapevolizzare se stesso secondo uno stile di vita più sano nei tre compiti vitali: amore, lavoro e socialità.
Attraverso il terapeuta il paziente deve interiorizzare quella parte buona, che gli permette di vedere le parti di sé che non funzionano, recuperandole attraverso l’accoglienza e la solidità del professionista. Le caratteristiche che dovrebbe possedere un terapeuta adleriano sono: empatia, consapevolezza, creatività, apertura, flessibilità, tutti prerequisiti che deve prima di tutto utilizzare nella sua quotidianità.

Il metodo adleriano si adatta sia in percorsi con adulti che con bambini, fornendo loro un approccio di educazione terapeutica, attraverso l’incoraggiamento nel superare i propri complessi e favorire l’espressione del proprio sé creativo, all’interno di una relazione solida.
Il terapeuta adleriano conduce i colloqui come dialoghi, non chiede soltanto, ma interviene, parla, per offrire al paziente un terzo occhio, un terzo punto di vista sul quale poter sviluppare le proprie riflessioni verso l’autenticità.